Si è conclusa presso l’Associazione L’amico Charly ETS la tre giorni dell’HUB Laureus, l’evento centraledell’Education Programme Gen26 di Milano Cortina 2026. L’iniziativa ha trasformato il capoluogo lombardo in un laboratorio di riflessione sui valori olimpici e paralimpici, confermando lo sport come strumento unico per ispirare le nuove generazioni e riqualificare il tessuto sociale.
Il percorso del Laureus Hub ha preso il via affrontando il tema dell’equità nel panel dedicato allo sport contro gli stereotipi di genere e la body confidence, con i contributi di Nawal El Moutawakel (Academy Member Laureus) e Irma Testa (Ambassador Laureus). Successivamente, nel panel dedicato al legame fra scrittura e sport, è stata approfondita la narrazione sportiva oltre la cronaca, e come essa possa diventare strumento di analisi dell’essere umano e delle dinamiche sociali. In questo ambito é stato inoltre presentato il progetto “Dear Future” promosso da Montblanc Italia.
Nel pomeriggio, Giacomo Agostini (Academy Member Laureus) ha aperto l’incontro dedicato allo sport, al benessere e all’inclusione, nella costruzione di organizzazioni più consapevoli, ribadendo il ruolo centrale dell’attività sportiva per ambienti lavorativi sani e inclusivi. A seguire, il panel sull’anima sociale e industriale dello sport ha visto la partecipazione di grandi campioni come Manuela Di Centa e Fabio Galante, che insieme a Vito Cozzoli e Alessandra Marzari hanno evidenziato la capacità dello sport di generare innovazione e trasformare i territori. Nel panel in chiusura, è stato presentato Sport4Rights promosso da Fondazione EOS, Terre des Hommes e Specchio Magico. L’iniziativa mira a tutelare i diritti dei minori attraverso la piattaforma di e-learning Sport4Safe.
La seconda giornata è iniziata con un approfondimento sulla diplomazia sportiva, dove Fabio Capello (Global Ambassador Laureus) ha dialogato con Domenico De Maio (Education & Culture Director di Milano Cortina 2026) e l’Ambasciatore dei Paesi Bassi Michael Stibbe sul ruolo dei Grandi Eventi come leva di coesione sociale e dialogo internazionale
Parallelamente ai dibattiti, un workshop esperienziale dedicato allo yoga ha permesso ai partecipanti di approfondire il benessere psicofisico attraverso il controllo del corpo e del respiro. Il tema dell’equità è tornato centrale nel panel sullo sport integrato, impreziosito dalle testimonianze degli atleti paralimici Simone Barlaam e Daniele Cassioli, che insieme al Presidente dell’Autorità Garante per la disabilità Maurizio Borgo, hanno sottolineato come il movimento paralimpico stia trasformando la percezione del talento e della resilienza nella società.
Nel pomeriggio, l’attenzione si è spostata sull’importanza della sicurezza nella pratica sportiva e sulla formazione di tecnici e psicologi, con gli interventi del triatleta Alessandro Fabian e di Lucrezia Lorenzi della Fondazione Matilde Lorenzi. Durante l’incontro è stato inoltre presentato SocialOsa Overlimits, progetto sostenuto da Arca Fondi SGR. La giornata si è infine conclusa sul campo con una sfida all’insegna del fair play: una partita amichevole di calcio femminile tra le ragazze di Santa Cecilia e Yousport
La giornata conclusiva ha spostato l’attenzione sulla salute pubblica: Diana Bianchedi e lo chef Davide Oldani hanno ribadito come l’attività fisica rappresenti un potente strumento di medicina preventiva e uno stile di vita essenziale. Successivamente, il confronto sul “superpotere del mindset” con Luca Mazzucchelli ha evidenziato come l’approccio mentale dei campioni sia una risorsa preziosa per gestire le sfide quotidiane.
In chiusura, l’Academy Member Boris Becker ha presentato il Metodo Laureus, un approccio basato sulla misurazione dell’impatto sociale e sulla formazione dei tecnici per trasformare il campo sportivo in un ecosistema educativo sostenibile. Al dibattito hanno contribuito anche Francesca L’Abbate (H&M), Federico Pippo (Bocconi), Silvia Campanella (Subito.it) e Massimo Vallati (Calcio Sociale).
La tre giorni dell’HUB di Laureus si è conclusa con la visita di Sua Altezza Reale il Duca di Edimburgo, accolto dalla Direttrice di Laureus Italia, Daria Braga, e dalla Presidente de L’amico Charly, Alessandra Monaco. Durante la sua permanenza, il Duca ha approfondito il modello d’intervento della Fondazione Laureus visitando i laboratori dell’Associazione e la ‘panchina rossa’ , simbolo della sensibilizzazione contro la violenza di genere, prima di ricevere in dono un pallone firmato dai ragazzi de L’amico Charly.
Con la chiusura dell’HUB Laureus si riafferma la visione della Fondazione: lo sport vince quando difende i diritti, promuove il benessere collettivo e mette al centro il valore umano.
